L'usurpatore Proculo e le sue monete - Perito Numismatico

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L'usurpatore Proculo e le sue monete

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Proculus, il cui nome completo era Titus Ilius Proculus, fu, secondo le fonti antiche, un usurpatore tra il 280 ed il 281 d.C. durante il legittimo regno dell’imperatore Marco Aurelio Probo.
Originario di Albingaunum (l’attuale Albenga), dove la sua famiglia apparteneva alla nobiltà locale, si arricchì con il commercio di bestiame e di schiavi procurati con l’attività del brigantaggio.
Ad Albenga risedette con la moglie Vituriga e il figlio Erenniano, dopo una brillante carriera militare che lo portò ad essere tribuno di alcune legioni.
Lo scrittore della Vita Probi nella Historia Augusta indica che nel 280 d.C. accettò la porpora offertagli dalla popolazione della regione gallica e questi associò al regno Bonoso, secondo alcune fonti l’elevazione avvenne a Colonia Agrippina secondo altri a Lugdunum.
Una conferma sul luogo della sua probabile elevazione ci viene dalle coniazioni conosciute a suo nome, come vedremo in seguito, che indicano come luogo più probabile Colonia.
Proculus, secondo la fonte, garantì la sicurezza agli abitanti della provincia, sconfiggendo gli Alamanni. Questa informazione, riportata dalla Historia Augusta, mostra come anche questa usurpazione fosse una risposta alla necessità, sentita dalle popolazioni che vivevano nei pressi delle frontiere minacciate dai nemici, di avere vicino l'imperatore ed il suo esercito.
Il ritorno del legittimo imperatore nella regione obbligò Proculus a ritirarsi verso nord, dove questi cercò l'aiuto presso i Franchi che invece lo tradirono e lo consegnarono a Probo, che  ne ordinò la sua condanna a morte. La famiglia e i beni dell’usurpatore furono, invece, risparmiati.

Il contesto storico

Dopo la vittoria di Aureliano su Tetrico nel 274 d.C., che pose fine all’esistenza dell’Impero delle Gallie e che permise la riconquista dei territori controllati dagli usurpatori, le truppe stanziate sul limes furono ritirate, in previsione della guerra contro i Goti, aprendo di fatto le porte alle invasioni.
Già lo stesso Aureliano nel 275 varcò le Alpi per difendere alcune zone della Rezia, in particolare Augusta Vindelicum assediata dai barbari, come riportato dall’Historia Augusta. Alla fine del regno di Aureliano persistevano i problemi nelle zone renane che ormai gli usurpatori dell’impero gallico non difendevano più.
Nella stessa zona i disagi proseguirono sotto il regno di Tacito (275-276 d.C.): il personale della zecca di Lugdunum venne trasferito ad Arelate.
Gli attacchi dei barbari rivolti verso l’area renana, lugdunense e verso il nord Italia furono un problema che l'imperatore Probo (276-282 d.C), dopo aver sbaragliato i Goti sul Danubio e in Asia minore, dovette fronteggiare.
In ambito numismatico, l’evento di un grande esercito messo insieme per far fronte a queste invasioni è evidenziato da una serie di tipologie di busti in cui Probo è raffigurato in abiti militari.

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Antoniniano raffigurante al dritto Probo in abiti militari (1)

Dopo una serie di scontri e di vittorie, Probo riuscì a respingere i Germani oltre il fiume Neckar e a rendere sicura tutta la zona renana, tra l'altro stringendo un patto con le popolazioni stanziate negli Agri Decumates che da tempo li occupavano.
Varie ipotesi sono state fatte per trovare una data in cui queste operazioni militari in Gallia ebbero termine, tra queste l’inizio del 278 sembra la più plausibile.
Poco dopo le vittorie di Probo in Gallia, fa la sua comparsa sulla scena storica l’usurpatore Proculus, che, come in precedenza abbiamo scritto, era al comando di forze militari nella difesa dagli Alemanni. Con molta probabilità quindi, gli sforzi di Probo (che in quel momento si trovava di nuovo in Oriente per sedare la rivolta di Saturnino) non diedero i risultati sperati. Si sentiva, nelle province occidentali, la necessità di avere sempre presente un imperatore che potesse difenderle con prontezza dalle ripetute e dannose invasioni. Questa situazione non è nuova in questa parte dell’impero; dal 260 d.C. infatti in quella zona avevano avuto luogo varie usurpazioni tra cui quella di Postumo fu la più importante.
È quindi storicamente comprensibile e possibile l'acclamazione di Proculus come imperatore.

Le fonti e le sue monete

Le uniche testimonianze dell’esistenza di Proculus erano fino a pochi anni fa le fonti tarde, che qui riportiamo, le quali lo ricordano insieme a Bonoso:

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Immagine di una moneta di fantasia di Proculo, tratta da J. De Strada (2)

Aur. Victor[3], 37, 3: Simul caesis Saturnino per Orientem, Agrippinae Bonoso exercitu; nam utrique dominatum tentaverant, sumpta cui duces praeerant manu[4].

Eutr[5]. 9, 17: Quosdam imperium usurpare conatos scilicet Saturninum in Oriente, Proculum et Bonosum Agrippinae multis certaminibus oppressit[6].

Aur. Vict.[7] 37, 2: Iste Saturninum in Oriente, Proculum et Bonosum Agrippinae imperatores effectos oppressit[8].

Oros. Hist.[9] 7, 24, 3: Bella deinde civilia equidem plurimo sanguine duo gessit :unum in Oriente, quo Saturninum tyrannide subnixum oppresssit et cepit, aliud, quo Proculum et Bonosum, apud Agrippinam magnis proeliis superatos, interfecit[10].

Chron. Min. I[11], p. 522, 52-3: Sub quo Saturninus, Proculus et Bonosus tyranni fuerunt[12].

Historia Augusta, Vita Probi 18, 4-5: Nam et Saturninum, qui Orientis imperium adripuerat, variis proeliorum generibus et nota virtute superavit… Deinde, cum Proculus et Bonosus apud Agrippinam in Gallia imperium adripuissent… vicit[13].

Historia Augusta, Quadrigae tyrannorum I, 1 Minusculos tyrannos scio plerosque tacuisse[14].

Si concorda con Sylviane Estiot[15], una delle massime esperte della monetazione dei territori gallici dell'impero, che l’esame delle monete conosciute sin dal XVI fino al XX secolo a nome di Proculus confonde il campo storico: nessuna infatti è autentica né antica.

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Esemplare falso del XVI secolo fuso per mano dell’Illustratore dell’Historia Augusta (16)

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Un altro esemplare fuso ricavato dalle stesse matrici del falso del XVI secolo (17)

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Un terzo esemplare fuso proveniente dalle matrici del falso del XVI secolo (18)

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Esemplare falsificato in epoca moderna (19),
ottenuto incidendo al bulino il dritto di un antoniniano di Gallieno (20)

Per conoscere la prima moneta originale a nome di Proculus bisognerà attendere il 1991, quando comparve in vendita in un'asta pubblica un'emissione radiata a suo nome che per la prima volta ne comprovò l' esistenza.
La moneta, per vari motivi che in seguito andremo a spiegare, accerta che Proculus non ebbe accesso alla zecca ufficiale; per alcuni studiosi[21] questa era Lugdunum (Lione), per la Estiot[22] le maestranze di questa zecca furono trasferite a Arelate (Arles); in ogni caso si trattava dell'unica zecca occidentale ancora in funzione in quegli anni.


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Il primo antoniniano di Proculus conosciuto (23)

Il 9 ottobre 1991 a Monaco di Baviera, nell’asta pubblica n° 8 della Bankhaus Aufhauser, apparve il primo esemplare originale di una moneta coniata a nome di Proculus, un antoniniano o radiato (diametro 18 mm., peso 3,46 gr.), venduto per 94.000 marchi tedeschi.
La scoperta avvenne durante la pulizia di un tesoro ritrovato in Inghilterra da parte del restauratore-mercante britannico Richard Swan, unitamente ad altre monete tardo romane.
La moneta riportava al dritto il busto radiato, drappeggiato e corazzato di Proculus e la legenda IMP C PROCVLVS AVG; al rovescio la legenda VICTORIA AVG e la personificazione della Vittoria che tiene nella mano destra una corona e nella sinistra uno scettro. L'esemplare, in bronzo argentato, così come appaiono gli antoniniani all'epoca di Probo con alcune tracce della patina rimossa, si presenta di conservazione "splendida".
Il 7 novembre 2012 nello Yorkshire, nei pressi di Stamford Bridge è venuto alla luce un secondo esemplare di antoniniano di Proculus, a seguito delle ricerche con il metal detector di Mark Hildreth  e Colin Popplewell, due ricercatori con ventennale esperienza.

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I due cercatori, Popplewell e Hildreth, con i loro metal detector

Il signor Popplewell ha riferito che al momento del ritrovamento né lui né il suo amico hanno riconosciuto le caratteristiche dell'imperatore. Dopo aver fotografato la moneta, hanno postato l’immagine su di un sito utilizzato da specialisti di metal detector.
Sono così cominciati ad arrivare messaggi che lo consigliavano di prendere seriamente in considerazione l’idea che la moneta andasse valutata correttamente, poiché si trattava di qualcosa di davvero eccezionale.
La moneta è risultata essere dello stesso tipo della precedente sia per il dritto che per il rovescio. I dati pondometrici di questo secondo esemplare risultano essere: peso 2,96 grammi e diametro massimo di  millimetri 19,27.
Dopo il ritrovamento, nell’aprile 2013, la moneta fu posta in vendita all’asta da Dix Noonan Webb (24) di Londra del 10 aprile 2013 al lotto 694 (25) con un realizzo di 25.000 sterline a cui vanno aggiunti i diritti d’asta.

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Immagine apparsa nel catalogo d’asta della DNW del secondo esemplare di antoniniano conosciuto a nome di Proculus (26)

La stessa moneta ha poi avuto un ulteriore passaggio in asta in Germania presso la Numismatik Lanz nell’asta 157 del 9 dicembre 2013 realizzando 48.800 euro inclusi i diritti d’asta.

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Immagine apparsa nel catalogo d’asta della Numismatik Lanz dello stesso esemplare di antoniniano a nome di Proculus (27)

L’eccezionalità di questo secondo esemplare è anche legata alla diretta provenienza dal contesto archeologico ed alla sua patina originale praticamente intatta; è inoltre la migliore conferma della genuinità anche della prima moneta conservata ora a Monaco di Baviera nel Staatlichen Münzsammlung München.

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Foto di migliore qualità tratta dal dritto dello stesso esemplare in occasione della vendita all’asta della Numismatik Lanz (28)

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Foto di migliore qualità tratta dal rovescio dello stesso esemplare in occasione della vendita all’asta della Numismatik Lanz (29)

Questo secondo esemplare, che risulta essere stato coniato con la stessa coppia di coni, anche se differentemente battuto sul tondello rispetto al primo, mostra altri dettagli del conio precedentemente non conosciuti.
Ad un attento esame la moneta è risultata autentica unitamente alla sua patina; anche il primo esemplare a nostro parere è autentico.
La prima moneta era già stata considerata autentica anche dalla Estiot durante un suo intervento in occasione del Convegno sull'Historia Augusta tenutosi a Nancy nel 2011; secondo la ricercatrice francese la moneta di Proculus era all’epoca l’unica, riferita ai “tyranni minusculi”, che poteva dirsi genuina.

La zecca

Dove le monete di Proculus siano state coniate è incerto: Lugdunum (30) non era accessibile, Colonia e Treviri erano state chiuse nel 274. Probabilmente Proculus si avvalse, per l’emissione di moneta propria, di una zecca irregolare gallica che, dal 274, coniava antoniniani imitativi per sostenere la circolazione monetaria locale e degli eserciti.  
La fattura delle due monete conosciute, l’argentatura e il disegno di elevata qualità ci fanno ipotizzare che la produzione fosse da attribuire ad ex maestranze della zecca di Colonia.
Lo stile di queste coniazioni infatti si avvicina moltissimo alle emissioni regolari a nome di Tetrico nella zecca di Colonia.

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Antoniniano a nome di Tetrico emesso dalla zecca di Colonia (31)

Questa tesi dell’attribuzione ad una zecca nell’area di Colonia ci sembra avvalorata anche da un passo dell’Historia Augusta, nella Vita Probi, che dice: “Infatti vinse in diversi tipi di battaglie e con rinomato coraggio anche Saturnino, che prese il potere in Oriente... Poi, avendo preso Proculo e Bonoso il potere presso Colonia in Gallia... li vinse”.[32]
Non si concorda con Hubert Lanz che, nel commento del catalogo dove la Numismatik Lanz ha messo all’incanto per la seconda volta il secondo esemplare conosciuto, ipotizza che la zecca fosse situata in Britannia visto che entrambe le monete provengono da ritrovamenti in Inghilterra.
Un accurato confronto tra lo stile delle monete di Proculus con le monete di Carausio (un altro usurpatore che prese il potere in Britannia tra il 286 e il 293 d.C.) evidenzia come le differenze stilistiche e tecniche tra i due tipi sia notevole, tanto da escludere una provenienza britannica per le monete di Proculus.
Come mostra la mappa la distanza tra il ritrovamento della moneta e la zona della coniazione in fondo non è eccessiva. In realtà in Bretagna sono comuni i ritrovamenti di antoniniani a nome degli usurpatori gallici.

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Confronti e riflessioni sulle due monete

Ad una attenta analisi le due monete risultano essere originali, cioè realizzate nell'epoca storica dell'usurpatore.
Le motivazioni che  confermano questo assioma sono:
- Lo stile della coniazione perfettamente coerente con la monetazione del periodo.
- La tecnica di produzione: all'analisi le due monete sono risultate realizzate con certezza con la tecnica di coniazione di epoca antica così come le monete realizzate intorno al 280 d.C.
- I conii: le due monete risultano essere realizzate dalla stessa coppia di conii. Questo aspetto diventa una ulteriore prova dell'originalità delle due monete. Si sottolineano alcuni particolari: la presenza di una leggera rottura di conio nel rovescio posizionata al di sotto del braccio destro della Vittoria; nella prima moneta, nel rovescio, alcune lettere della leggenda, la base della Vittoria e l'esergo non risultano presenti al contrario del secondo esemplare.
Abbiamo sovrapposto le immagini delle due monete in modo da verificare la provenienza dagli stessi conii; come è possibile vedere nelle immagini che seguono il risultato è stato positivo. La prima moneta è stata evidenziata con un colore azzurro e la seconda con un colore bruno, la loro sovrapposizione, praticamente perfetta, ha un colore verde.

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Un’ultima osservazione è legata alla tecnica di realizzazione dei coni: la base della Vittoria al rovescio, è realizzata unendo tra loro due punti; confrontando questo aspetto con un antoniniano coevo a nome di Tetrico, di una zecca irregolare, notiamo che la base del rovescio è realizzata con la stessa tecnica.

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Antoniniano di zecca irregolare a nome di Tetrico (33)

- Il metallo: la prima moneta, quella conservata al museo di Monaco, chiaramente pulita con la rimozione quasi totale della patina, mostra il metallo con cui è stata realizzata, bronzo argentato, assolutamente compatibile con l'aspetto degli antoniniani coniati a Colonia e più genericamente con quelli a nome dell'imperatore Probo. La seconda moneta, anche se completamente ricoperta da patina, presenta in due punti nel dritto, sul collo dell'imperatore ed in una leggera mancanza sulla fronte, creatasi nel periodo tra la prima e la seconda asta, chiari segni dell'argentatura sottostante.

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- Le patine: la prima moneta, come già detto è stata oggetto di pulizia, ma presenta ancora minime tracce, certamente originali, di patina verde; la seconda è completamente coperta da una patina originale.

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Dettaglio del dritto del primo esemplare conosciuto di Proculus

Conclusioni

Ci sembra possibile affermare che le due monete a nome di Proculus, sia quella conservata nel museo di Monaco di Baviera che quella recentemente venduta all'asta della Numismatik Lanz, sono da considerarsi originali al di sopra di ogni ragionevole dubbio: l'analisi delle due monete ha permesso all'una di garantire l'altra.
Questo è anche il parere della  Estiot, una delle maggiori autorità sulla monetazione romano-gallica, e della comunità numismatica, intendendo per questa la parte accademica e tutto il mondo di appassionati, studiosi e collezionisti, mercanti numismatici.
Unica eccezione con lo stesso parere, Rebecca Griffiths del Museo di York e di Roger Bland, Custode del Dipartimento di Preistoria ed Europa e Responsabile dell’Archivio delle Antichità e del Tesoro, che in una intervista rilasciata ad un quotidiano [34] esprime un parere che condanna la moneta ritrovata nello Yorkshire e quella conservata presso il museo di Monaco come creazioni di fantasia realizzate dal XV secolo in poi.
Il mondo numismatico rimane perplesso a tale affermazione, poiché tutte le imitazioni conosciute sono nettamente differenti da questi due esemplari ed evidentemente false. Ancor più sorprendente è che Roger Bland, che è stato Curatore al Dipartimento delle Monete del British Museum fino al 2003, abbia potuto esprimere un tale giudizio, non avendo preso visione della moneta, ma  basandosi esclusivamente su una semplice foto.
Le sue asserzioni sono state soltanto riferite e non costituiscono la base di nessun articolo scientifico. E’ impossibile credere che nel XV secolo o più tardi un falsario fosse in grado di produrre un falso di tale qualità, con uno stile così concordante a quello che ci si aspetterebbe da monete originali, che riuscisse a coniare così bene, così conformemente, e che fosse capace di produrre  patine, corrosioni, argentature tanto credibili.
Un’altra timida asserzione del Bland è la citazione di quanto dicono H. Mattingly ed E. A. Sydenham nel Roman Imperial Coinage [35] riguardo la non conoscenza di monete originali di Proculus. Non bisogna dimenticarsi che questa pubblicazione risale al 1933, decenni prima della scoperta del primo esemplare. Come ulteriore prova della falsità viene da lui addotto il fatto che questi due esemplari conosciuti sono stati oggetto di due rinvenimenti singoli, cosa in realtà vera esclusivamente per il secondo, poiché il primo proviene da un tesoro di monete romane del III secolo scoperto in Britannia e ripulito dal mercante Richard Swon. Troviamo i commenti del Bland difficilmente inquadrabili in un serio parere accademico.
Analoga vicenda era avvenuta per i due antoniniani di Domiziano II. Per più di un secolo la prima moneta conosciuta dell’usurpatore gallico, scoperta in Francia all’interno di un’anfora nel 1900, era stata da alcuni considerata falsa, fino a quando un secondo esemplare venne scoperto all’interno di un altro tesoro ritrovato nel 2003 in Inghilterra.
L’attuale Conservatore ed i Curatori del Dipartimento delle Monete del British Museum non hanno confermato la sua fantasiosa tesi.

Arts Council England
Estratto del documento dell’Arts Council England

L’unico parere ufficiale di un’autorità inglese è quello rilasciato dall’Art Council England, che ha emesso il 12 giugno 2013 una licenza di esportazione (il PAU/00206/13), dove la moneta viene descritta completamente anche con l’indicazione del luogo e della data del ritrovamento.
Le due monete ormai accertate autentiche hanno un eccezionale valore storico che ci permette di considerare reale questo personaggio storico.

Umberto Moruzzi
Fabio Scatolini

Note bibliografiche

(1) Ex Pecunem & Gitbud & Naumann, Auction 9 03/11/2013; Probo, antoniniano: VIRTVS PROBI AVG, busto di Probo a sinistra elmato, radiato e corazzato, tiene con la destra una lancia appoggiata sulla spalla destra, con la sinistra uno scudo; SECVRITAS PERP, la Securitas stante di fronte, con la testa volta a sinistra, si appoggia a una colonna. Zecca di Ticinum. RIC 526, C 617.
(2)  Epitome Thesauri Antiquitatum, hoc est, Impp. Rom. Orientalium et Occidentalium iconum, ex antiquis numismatibus quàm fidelissimè delineatarum: ex musaeo Iacobi de Strada Mantuani antiquariij, (Lyon, 1553) p. 163.
[3] Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus.
[4] Allo stesso tempo furono uccisi con un esercito Saturnino in Oriente e Bonoso presso Colonia; infatti entrambi attentarono al potere, una volta preso l’esercito cui erano a capo”.
[5] Eutropio, Breviarium.
[6] Quelli che tentarono di usurpare il potere, vale a dire Saturnino in Oriente e Proculo e Bonoso a Colonia, sconfisse in molte battaglie”.
[7] Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus.
[8] Costui sconfisse Saturnino in Oriente e Proculo e Bonoso a Colonia, che si erano proclamati imperatori”.
[9] Orosio, Historiarum adversus paganos libri septem.
[10] In verità poi condusse due guerre civili con moltissimo spargimento di sangue: una in Oriente, con la quale sconfisse e catturò Saturnino forte di un potere assoluto, l’altra presso Colonia, con la quale uccise Proculo e Bonoso, vinti in grandi battaglie”.
[11] Chronica Minora saec. IV. V. VI. VII, edidit Theodorus Mommsen, vol. 1, 11, 13, Monumenta Germaniae Historiae. Auctores Antiquissimi, München 1981 (Berlin 1892).
[12] Sotto il quale Saturnino, Proculo e Bonoso furono despoti”.
[13] Infatti vinse in diversi tipi di battaglie e con rinomato coraggio anche Saturnino, che prese il potere in Oriente...Poi, avendo preso Proculo e Bonoso il potere presso Colonia in Gallia...li vinse”.
[14] So che molti hanno taciuto riguardo i piccoli despoti”.
[15] A lei si deve la pubblicazione più recente in merito alla catalogazione delle coniazioni di questo periodo storico: S. Estiot, Monnaies de l’Empire romain, XII.1 D’Aurélien à Florien (270-276 après J.C.,) Paris 2004.
(16) 1579 H. Goltzius, Thesaurus rei antiquariae huberrimus ; ex antiquis tam numismatum quam marmorum inscriptionibus pari diligentia qua fide conquisitus ac descriptus, & in locos communes distributus, Anversa 1579;
1579 A. Occo, Impp. Romanorum numismata a Pompeio Magno ad Heraclium, Anvers 1579;
1595 F. Orsini, Fragmenta Historicorum, Anversa, 1595;
1647 J.-J. Chifflet, Vindiciae Hispanicae, in quibus arcana regia publico pacis bono luce donantur, Anvers 1647
1683 F. Mezzobarba, Imperatorum Romanorum Numismata, Milan 1683;
1730 F. Argelati, Imperatorum Romanorum Numismata, a Pompeio Magno ad Heraclium ab Adolfe Occone olim congesta Milan 1730;
1718 A. Banduri, Numismala Imperatorum Romanorum a Trojano Decio ad Palaeologos Augustos, Paris 1718;
1791 H. Tanini, Numismatum Imperatorum Romanorum … ab A. Bandurio editorum Supplementum, Rome, 1791.
(17) La moneta è conservata presso la Bibliothèque   Nationale di Parigi.
(18) La moneta è conservata a Lione.
(19) Falsificazione moderna : Gallieno, bronzo, emissione del VII consolato (266), reinciso, [GALLIENVS AVG], VICTORIA AET; RIC 297var., Cunetio 1240 (27 ex.), conservato a Londra presso il British Museum.
(20) Le immagini delle monete di fantasia, dei falsi fusi e del falso reinciso sono tratte dal lavoro di S. Estiot, Atti del XIIe colloque international de l’HA, 2-4 juin 2011 Nancy, Probus et les “tyrans minuscules”, Proculus et Bonosus. Que dit la monnaie ? , in corso di stampa.
[21] H. Mattingly, E. A. Sydenham, The Roman Imperial Coinage, Londra 1933.
[22] S. Estiot, Atti del XIIe colloque international de l’HA, 2-4 juin 2011 Nancy, Probus et les “tyrans minuscules”, Proculus et Bonosus. Que dit la monnaie ? , in corso di stampa.
(23) Vendita Aufhäuser 8, 9-10/X/1991, 640, (Monaco. 1991/350).
[24] Dix Noonan Webb, 16 Bolton St. Piccadilly, London W1J 8BQ.
[25] “Proculus (Usurper c. 280-281), billon Radiate, uncertain Gallic mint, IMP C PROCVLVS AVG, radiate and cuirassed bust right, rev. VICTORIA AVG, female figure standing left, holding wreath and sceptre, 2.97g/12h (Vagi, Coinage and History of the Roman Empire, 2470). Very fine, dark tone, edge a little ragged; only the second known coin of this usurper, extremely rare and the only example available to commerce £50,000-70,000”.
[26] Catalogo DNW 10 Aprile 2013 lotto 694.
(27) Asta Numismatik Lanz 9 dicembre 2013 lotto 357.
(28) Foto di Andreas Pangerl.
(29) Foto di Andreas Pangerl.
[30] S.Estiot, Une campagne germanique de l’empereur Probus: l’atelier de Ticinum en 277-278, pp.209-229,  Genève 2006. Secondo la Estiot il personale della zecca di Lugdunum viene trasferito ad Arelate, evento suffragato dal fatto che sulle monete si passa dal segno di zecca L al segno di zecca A.
(31) Asta A. Tkalec AG  maggio 2010 lotto 409.
[32] Historia Augusta, Vita Probi 18, 4-5: Nam et Saturninum, qui Orientis imperium adripuerat, variis proeliorum generibus et nota virtute superavit… Deinde, cum Proculus et Bonosus apud Agrippinam in Gallia imperium adripuissent… vicit.
(33) Shop on-line del Forum Ancient Coins.
[34] Articolo “History-changing coin or a 15C forgery? Debate over ‘Roman’ artefact found in field by metal-detecting friends” Dailymail del 16 novembre 2012.
[35] pag. 579: “Of Proculus no genuine coins is known, but a few pieces bearing the name of Bonosus deserve consideration. Like so much of the local coinage of Gaul, they are blundered”.

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